La corrispondenza loc

La corrispondenza

con Jeremy Irons

LUN 9 ORE 17:00 - 19:00 - 21:00 
MAR 10 ORE 16:30 - 18:30 - 20:30

Sala:

Regia: Giuseppe Tornatore

Durata: 120'

Genere: Drammatico, thriller, sentimentale

Cast: Jeremy Irons, Olga Kurylenko, Paolo Calabresi

Trailer: https://goo.gl/J9oVUW

TRAMA
Amy è una studentessa universitaria che nel tempo libero fa la controfigura in televisione e al cinema, soprattutto nelle scene d’azione, con acrobazie cariche di suspense e situazioni di pericolo, che fatalmente terminano con la morte del suo personaggio. La sua passione cela, in realtà, l’ossessione per uno spaventoso senso di colpa. Grazie a un professore di astrofisica, Amy, cercherà di ritrovare il suo equilibrio esistenziale.

CRITICA
“È una sfida difficilissima quella di «La corrispondenza» a causa del meccanismo prolungato e insistito dello script, delle recitazioni diseguali tra il sinuoso e avvolgente Irons e la più rigida neo diva ucraina, del portato metaforico fortissimo e quindi esposto ai pericoli del dialogo impostato e della ridondanza metaforica. Non sfuggirà, peraltro, al pubblico come il film usi la tecnologia come stratagemma romantico e quindi, caso rarissimo nel panorama mondiale (fatto salvo un capolavoro come «Lei»), non si limiti a denigrare o demonizzare la modernità col tic automatico autoriale. Insomma la qualità della regia conserva sino all’acme del finale quello slancio e quella sensibilità che distinguono Tornatore dai comuni gestori di storie per lo schermo.” (Valerio Caprara, ‘Il Mattino’)

“La kamikaze e lo stregone. Così si chiamano fra loro. Jeremy Irons è un illustre astrofisico che vive e insegna a Edimburgo. Olga Kurilenko (A perfect day) è una sua ex studentessa che, pericolosamente, lavora nel cinema come stunt. I due amanti si sono dati interamente anche se la condivisione fisica è ridotta a brevi parentesi: in realtà li vediamo insieme una sola volta all’inizio del film. Perché lei sia “kamikaze” è chiaro con il mestiere che fa, però è anche una metafora; lui è “stregone” perché la previene in tutto. Ma non immaginiamo fino a che punto. Giuseppe Tornatore è sempre una sorpresa. La sua appartenenza al cinema si esprime ogni volta all’insegna della scommessa audace e senza mezze misure (kamikaze pure lui): vero comunque, che il risultato finale sia o non sia all’altezza dell’ambizione e delle aspettative. Il labirinto, il rompicapo di questo film conferma tutto. Peccato non ascoltare le vere voci dei due interpreti.” (Paolo D’Agostini, 'La Repubblica')

“Per quasi tutto il film, Irons recita sullo schermo di un computer, confermando la forza inossidabile dell’attrazione che, dai tempi di «Mission», ha saputo esercitare su platee femminili di ogni luogo e ogni età. Solo grazie a lui, in virtù di quel suo consapevole sex appeal, si può accettare l’arroganza di un amante assente che impone con tenacia la propria presenza. Solo con lui si può riuscire a immergersi nel mistero del film, arrivando perfino a convincersi che l’amore senza fine possa esistere. (...) se si è attratti dalla fiaba tecnologica di Tornatore, non si può fare a meno di ammettere che una parte del merito è nel fascino sempre verde del protagonista.” (Fulvia Caprara, ‘La Stampa’)

“(...) un’altra storia d’amore tormentata e piena di misteri, come in ‘La migliore offerta’... (...) Il film è bello, come era bello ‘La migliore offerta’: raccontando storie internazionali, girate in inglese e ambientate in giro per l’Europa, Tornatore sta facendo i suoi film forse più personali. Irons trasuda carisma e la Kurylenko è fin troppo bella per essere vera. ‘La corrispondenza’ è la vera love-story di questo inizio di millennio.” (Alberto Crespi, ‘L’Unità’)

“(...) Continua ossessivamente a squillare e cinguettare, il cellulare di Amy, che ha il volto solcato di lacrime di Olga Kurylenko. E lei, con altrettanta ossessione, che da quei messaggi e video in arrivo nei momenti meno scontati della sua giornata dipende, quasi scorda la vita vera, le persone che la circondano, la madre, il lavoro e lo studio, naufragando nel mare dei ricordi e nell’apprensione dell’inquietudine, che poi diventa angoscia e dolore. Chi, con tale folle insistenza, scrive e invia, è un attempato e per alcuni fascinoso professore di astrofisica, Ed Phoerum, interpretato da Jeremy Irons. (...)” (Luca Pellegrini, Avvenire)