Tutto può accadere locandina

Tutto può accadere a Broadway

dal regista di Ma papà ti manda sola?
LUN 15 ORE 17:00 - 19:00 - 21:00 
MAR 16 ORE 16:30 - 18:30 - 20:30

Sala:

Regia: Peter Bogdanovich

Durata: 93'

Genere: Commedia

Cast: Owen Wilson, Imogen Poots, Jennifer Aniston, Cybill Shepherd

Trailer: https://goo.gl/UvAZs2

TRAMA

Isabella “Izzy” Patterson è una giovane squillo che aspira a diventare attrice. O piuttosto una giovane attrice che si arrangia a sbarcare il lunario. Una notte s’imbatte in Arnold Albertson, affermato regista con passioni da filantropo. Arnold le offre 30.000 dollari per coltivare i suoi sogni e realizzare se stessa. Si innesca così una girandola di eventi inaspettati ed incredibili equivoci che cambieranno la vita di tutte le persone che Izzy conosce, dalla sua stralunata psicanalista fino a un misterioso detective.

 

CRITICA

“E tutti risero, verrebbero da dire, parafrasando proprio il titolo di un film di Peter Bogdanovich che inaugurò la Mostra nel 1982. Un’ovazione ha accolto ‘She’s Funny That Way’, che potremmo tradurre ‘E divertente (o pazza) così com’è’. Capita spesso ai festival quando, in mezzo a disastri e desolazioni, spunta una commedia all’antica hollywoodiana. Di quelle ritmate e birichine, con un po’ di sesso e New York come sfondo, più le strizzatine d’occhio giuste (...). Bogdanovich oggi ha 75 anni (...) questa storia, nata tre lustri fa per lo scomparso John Ritter col titolo bizzarro ‘Squirrels to the Nuts’, scoiattoli alle nocciole, ha continuato a ronzargli in testa, finché due produttori indipendenti non sono riusciti a chiudere il progetto. All’insegna del risparmio: 30 giorni di riprese in tutto, bisognerebbe dirlo a certi registi italiani. Il cast prestigioso ha fatto il resto. Owen Wilson, Imogen Poots, Jennifer Aniston, Rhys Ifans, Kathryn Hahn, Illeanna Douglas hanno subito risposto sì al regista newyorkese, il cui nome dirà poco al pubblico dei ragazzi, ma non a chi da giovani vide ‘L’ultimo spettacolo’, ‘Paper Moon’ o ‘Saint Jack’. In questo clima di affettuoso revival all’insegna della Hollywood che fu, tra omaggi a Lana Turner e Audrey Hepburn, non sorprende l’apparizione a sorpresa di (...), nel ruolo di se stesso. (...) la commedia (...), dietro la patina nostalgica, appunto cinefila e citazionista, sfodera un cuore malizioso e una scrittura brillante, dove tutto torna, sin troppo forse, in una chiave da pochade, tra porte che si aprono e si chiudono, coincidenze, equivoci. Per la serie: «Una bella storia non dovrebbe essere rovinata dalla realtà». Pensate a un film di Woody Allen, ma più frenetico e meno senile, soprattutto meno arancione nella fotografia. (...) La frase chiave del film è: «Ridere fa bruciare le calorie più di ogni altra cosa». La ripete Bogdanovich incontrando i giornalisti: forse gli hanno detto che in sala è stato un trionfo di risate.” (Michele Anselmi, ‘Il Secolo XIX’, 30 agosto 2014)

 

“(...) un film magnifico e commovente, da non perdere. (...) un omaggio alla screwball comedy di gag, equivoci, battute e battibecchi.(...) una continua dichiarazione d’amore al cinema classico, al gioco di attori, a quell’epoca d’oro di Hollywood che per il regista de ‘L’ultimo spettacolo’ è stato il momento più alto nell’immaginario americano. (...) un intreccio di malintesi e di «sliding doors», di porte di albergo che si aprono e che si chiudono, di ascensori che salgono troppo in fretta, di vendette in scena (siamo pur sempre tra attori), di detective privati appostati tra i grattacieli di Manhattan e i ristoranti italiani dove se una coppia si da appuntamento tutti gli altri arriveranno là. E ancora di ritmo, musicalità delle battute (ovviamente perduta nel doppiaggio italiano), tempi comici irresistibili...” (Cristina Piccino, ‘Il Manifesto’)

 

“Peter Bogdanovich (...) ritorna con una commedia irresistibile e divertentissima (...) che richiama i classici di Lubitsch (citato con una battuta tormentone da ‘Fra le tue braccia’) Wilder, Sturges e molto Woody Allen, nella fotografia, nella musica, nello stile yiddish. Sono i padri padroni di commedie sofisticate e di rotolanti screwball che l’autore aveva già miscelato genialmente in ‘Ma papà ti manda sola?’, quasi remake di ‘Susanna’: è guerra dei sessi. (...) Un gioco di equivoci nella commedia delle star di Hollywood dici, taxisti, finti rabbini, detective; e divi, mogli, amanti, con una citazione d’obbligo da ‘Colazione da Tiffany’. La riuscita dello scatenato film che non ammette una pausa ma moltiplica ritmo e risate, storia «bigger than life», più grande della vita, è nella scintilla elettrica del magnifico complice cast: Owen Wilson e Jennifer Aniston («barbrastreisandeggiante»), Kathryn Hahn e Imogen Poots, Rhys Ifans e Will Forte, coppie che si prendono e si lasciano. E tutti risero, per citare Bogdanovich, ma dietro c’è una totale sfiducia per la costanza degli affetti, la vita di famiglia. Tra incontri scontri in hotel, teatri, ristoranti, grandi magazzini, New York diventa il set ideale di un regista che fa rivivere (scrivendola con Louise Stratten, l’ex moglie) l’età d’oro di un cinema da rimpiangere (è sempre ‘L’ultimo spettacolo’), ma finendo con l’apparizione di un mito d’oggi. Super segreta sorpresa e questa non è vintage.” (Maurizio Porro, ‘Corriere della Sera’)

 

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