Suffragette loc

Suffragette

con Meryl Streep e Helena Bonham Carter

LUN 2 ORE 17:00 - 19:00 - 21:00 
MAR 3 ORE 16:30 - 18:30 - 20:30

Sala:

Regia: Sarah Gavron

Durata: 106'

Genere: Drammatico, storico

Cast: Carey Mulligan, Helena Bonham Carter, Brendan Gleeson, Meryl Streep

Trailer: https://goo.gl/LxDBI6

TRAMA
Il film narra la storia delle prime militanti femministe costrette ad agire clandestinamente in una realtà brutale. Nella lotta per il riconoscimento del diritto di voto si ritrovano donne delle classi colte e benestanti e alcune lavoratrici, donne diverse, ma tutte convinte, ormai, che la protesta pacifica non porta ad alcun risultato. Esasperate, decidono di ricorrere alla violenza come unica via verso il cambiamento, mettendo a rischio tutto, il lavoro, la famiglia, i figli e la vita. Tra loro c’è Maud, questa è la storia della sua lotta, insieme alle altre Suffragette, per conquistare la dignità.
CRITICA
“Mentre noi viviamo agiatamente nel 2015 e guardiamo con sufficienza all’Arabia Saudita, che ha ottenuto il diritto al voto solo quest’anno, è facile dimenticare che il suffragio universale è stato concesso alle donne molto tardi nel cosiddetto mondo occidentale civilizzato, dove la Svizzera ha dovuto attendere fino al 1971 per averlo. Suffragette , film del gala d’apertura del 59° BFI London Film Festival (7-18 ottobre), diretto da Sarah Gavron (Brick Lane )e scritto da Abi Morgan (The Iron Lady ), è incentrato sul movimento delle suffragette nel Regno Unito. (...) La Gavron e la Morgan hanno creato un film attuale e importante che rivela esattamente quanto brutale fosse l’establishment britannico verso le donne, con le scioperanti della fame nutrite a forza in carcere e il gentil sesso picchiato a sangue dalla polizia. Guardando al Regno Unito, il film serve anche da campanello d’allarme per i diritti delle donne di tutto il mondo ed è un duro monito che ricorda che in molte parti del globo il cinquanta per cento della popolazione sembra composta da cittadini di seconda classe.Suffragette sarà ricordato a lungo negli annali della storia del cinema britannico. (Naman Ramachandran, “Cineuropa”)

Ci sono voluti 6 anni per farlo. Ma alla fine Suffragette, che racconta la lotta delle donne, delle femministe inglesi nel 1912-’13 per ottenere il diritto di voto, quel suffragio universale che arriverà poi nel 1928, ha tutti i caratteri del film che farà parlare molto di sè. Ha aperto con successo il 33° Torino Film Festival, forte di attori e soprattutto attrici di prim’ordine, delle musiche di Alexandre Desplat, di un ottimo direttore della fotografia come lo spagnolo Eduard Grau. E soprattutto di un team compattissimo che va dalla 45enne regista londinese Sarah Gavron alla  sceneggiatrice Abi Morgan, alle produttrici Alison Owen e Faye Ward... (Gabriele Porro, “La Repubblica”)

“Suffragette parla di personaggi realmente esistiti ma non vuole fare “storia”, come sempre nel cinema americano preferisce fare la “storia sentimentale”, non tanto cosa è davvero successo ma soprattutto cosa hanno davvero provato e cosa subivano i personaggi in questione, quell’ampia categoria umana fazione ritratta per sineddoche attraverso poche protagoniste. In questo è efficace ma con le consuete ruffianerie che, fin da subito, fanno sì che il film si condanni da sè all’etichetta di instant movie, pronto per il dimenticatoio tra meno di un anno.” (Gabriele Niola, "BadTaste")

“Suffragette di Sarah Gavron, un film inglese all-star – Carey Mulligan, Helena Bonham Carter,  Meryl Streep – scritto e diretto da donne e incentrato sul movimento delle suffragette che, nell’Inghilterra dei primi del Novecento, condussero una campagna aggressiva che garantì, molti anni dopo (nel 1928) il voto alle donne. Una storia, come detto, importante, per quello che è il primo film di un certo rilievo su un episodio storico fondamentale nella lunga strada verso l’equità. Eppure, Suffragette è un’opera che non smuove le emozioni come dovrebbe. E questo nonostante l’indubbia capacità della Gavron di riconsegnarci pressoché intatta la sofferenza delle donne lavoratrici, impegnate in mestieri anche più duri di quelli degli uomini e per paghe molto inferiori. Il guaio è che è tutto troppo perfetto, tutto troppo manicheo per convincere. Le donne protagoniste sono tutte virtuose, e il loro ritratto contrasta decisamente con le azioni di ribellione civile a volte anche violente di cui si rendono protagoniste. Colpa della scrittura, incapace di renderle personaggi vivi a 360 gradi. La ricostruzione storica, perfetta, diventa così una gabbia dentro la quale il film non riesce a elevarsi oltre il compitino diligente, troppo ligio nel sacrificare l’arte all’altare del politicamente corretto. Un problema che affligge molti film “basati su storie vere”, non solo biopic propriamente detti, ma più in generale affreschi storici. Un problema che, purtroppo, Suffragette non riesce a evitare.” (Film.it)