Perfect day loc

Perfect day

con Benicio del Toro e Tim Robbins

LUN 11 ORE 17:00 - 19:00 - 21:00 
MAR 12 ORE 16:30 - 18:30 - 20:30

Sala:

Regia: Fernando León de Aranoa

Durata: 105'

Genere: Commedia, drammatico

Cast: Benicio Del Toro, Tim Robbins, Mélanie Thierry, Sergi López

Trailer: https://goo.gl/8YGIp8

 

TRAMA

Nella grande tradizione che va da “To Be Or Not To Be” a “M*A*S*H”, “Perfect Day” è una commedia capace di raccontare la guerra con le armi dell’ironia e del divertimento. I protagonisti di questa movimentata avventura sono quattro operatori umanitari impegnati nei Balcani nel 1995, a guerra appena finita. La loro missione è rimuovere un cadavere da un pozzo, per evitare che contamini l’acqua della zona circostante. La squadra, guidata dal carismatico Mambrú, comprende Sophie, ingenua idealista appena arrivata dalla Francia, la bella e disinibita Katya e l’incontenibile B, volontario di lungo corso e allergico alle regole. Dopo una rocambolesca serie di eventi, i quattro capiranno che si tratta di un compito più difficile del previsto, in un paese in cui anche trovare una corda può diventare un’impresa impossibile.

CRITICA
“Chi non si contenta dei film prevedibili dalla prima all’ultima scena questa volta potrà dirsi soddisfatto. In ‘Perfect Day’ il regista e sceneggiatore spagnolo Fernando León De Aranoa (un habitué dei Goya, gli ‘Oscar’ iberici) è riuscito a trovare un magico equilibrio tra dramma e umorismo, serietà e leggerezza, gravità e ironia componendo un racconto eroicomico dai toni picareschi e dai dialoghi eccellenti; con uno stile suo personale ma che, a tratti, fa venire in mente i fratelli Coen. Aranoa, che ha filmato autentiche missioni umanitarie, sa dare verità alla cronaca;
però aggiunge al film un tocco di quello che definiremmo un ‘umorismo realistico’, amalgamando bene l’impegno col divertimento(...). Un’avvertenza importante. Il dispositivo drammatico del film ruota intorno a una situazione centrale, che lo apre e lo chiude circolarmente. Guardarsi dal lasciare la sala quando sembra che la storia sia già conclusa; e non lo è ancora...” (Roberto Nepoti, ‘La Repubblica’)

“Ex documentarista, lo spagnolo de Aranoa («I lunedì al sole») conosce bene gli inferni balcanici e il suo primo film in lingua inglese ha il pregio di trasmettere subito un senso di autenticità. «Perfect Day» è ovviamente rivolto a denunciare l’assurdità di tutti i massacri e in particolare quello bosniaco terminato nel ‘95, ma la novità è che non si vedeva dai tempi del mitico «M.A.S.H.» una dissacrazione così poco impettita e così intrisa di umorismo nero. (...) i protagonisti acquistano vividezza grazie al mestiere dei trasandati e immedesimati Del Toro e Robbins (meno convincenti i comprimari). La rocambolesca serie d’incidenti che contrappuntano il road movie tra soldati, civili, caschi blu, burocrati e giornalisti rendono, così, credibile e condivisa la disincantata parabola.” (Valerio Caprara, ‘Il Mattino’)

“E’ un film veramente notevole, ‘Perfect Day’: Aranoa aveva esordito con una commedia forte e triste sulla disoccupazione, ‘I lunedì al sole’, e qui ci regala un film internazionale, con grandi attori, buffo e amaro come la vita. Quasi un miracolo.” (Alberto Crespi, ‘L’Unità’)

“I due elementi principali del film, la zona di guerra e l’umorismo corrono paralleli.(...) Il film racconta il braccio di ferro che si ingaggia tra il buon senso e incomprensibili regole. Da ogni semplice oggetto che appare nasce un brivido, la tensione di uno scoppio nefasto: il terreno da attraversare, il corpo di una mucca riverso sul sentiero, un pallone tenuto stretto che infine rimbalza. Serpeggia per tutto il film la violenza trattenuta, la paura esorcizzata dalla battuta. E perfino la scelta musicale, la colonna sonora punk rock veicola chiaramente l’indicazione a non commiserarsi, qualunque sia la situazione in cui ci si trova. A venti anni dalla fine di quel conflitto non è affatto superfluo essere tornati in quelle zone, sia perché la trama non è indirizzata unicamente alla guerra nell’ex Jugoslavia, ma soprattutto perché ci riporta a una situazione di conflitto permanente, anche se i venti di guerra sono tragicamente cambiati.” (Silvana Silvestri, ‘Il Manifesto’)

“Se la guerra compie ogni giorno il miracolo dell’osceno, il cinema può opporle il miracolo della scena. Stavolta la controffensiva non è affidata a un ‘war movie’ canonico, bensì a una commedia o, meglio, un ‘dramedy’ (crasi di commedia e dramma) bellico che, con le debite proporzioni, si mette in scia alle pietre miliari di questo sottogenere, da ‘To Be or Not to Be’ a ‘M*A*S*H*’ passando per ‘La grande guerra’ di Monicelli. (...) Tranquilli, il film non è serioso, bensì incarna l’auspicabile terza via tra il cinema d’autore duro e puro (...) Si ride, ma non si elude né elide il
‘vulnus’ bellico (...). Merito degli interpreti, credibili e affiatati, interessarci e legarci alla storia; merito di Aranoa, che già aveva ben fatto ne ‘I lunedì al sole’, procedere per sottrazione, levando ferraglia drammaturgica e fardelli edificanti: enfasi, certezze, colpi di scena non sono pervenuti. Non è così la vita?” (Federico Pontiggia, ‘Il Fatto Quotidiano’)

“(...) una divertente commedia nera, amara e corale che si intrecciata al road movie e al dramma scegliendo di ambientarla in un caotico microcosmo, una sorta di purgatorio messo in scena per raccontare con ironia e intelligenza, tenerezza e commozione l’assurdità e la crudeltà della guerra, gli sgambetti della burocrazia in cui inciampa anche chi rischia la pelle per aiutare i civili. (...) conta su una sceneggiatura dove lacrime e risate si alternano con i tempi giusti, dialoghi frizzanti e un cast internazionale (...).” (Alessandra De Luca, ‘Avvenire’)