Mustang locandina

Mustang

LUN 25 ORE 17:00 - 19:00 - 21:00 
MAR 26 ORE 16:30 - 18:30 - 20:30

Sala:

Regia: Deniz Gamze Ergüven

Durata: 97'

Genere: Drammatico

Cast: Günes Nezihe Sensoy, Doga Zeynep Doguslu, Elit Iscan, Tugba Sunguroglu, Ilayda Akdogan

Trailer: https://goo.gl/LtoCAU

TRAMA

In un remoto villaggio della Turchia, all’inizio della stagione estiva, Lale e le sue quattro sorelle mentre tornano a casa da scuola scherzano e giocano con un gruppo di ragazzi. Il loro gesto scatena uno scandalo dalle conseguenze inaspettate: la casa si trasforma gradualmente in una prigione, gli studi vengono sostituiti dalle pratiche domestiche e la famiglia inizia ad organizzare matrimoni combinati. Le cinque sorelle, animate dallo stesso desiderio di libertà, troveranno un modo per aggirare i limiti imposti...

 

CRITICA

“La forza del film, che cerca spesso di allentare i momenti di tensione con alcuni indovinati tocchi scanzonati (la partita di calcio con pubblico solo femminile, le inferiate messe alle finestre per impedire le fughe notturne che si trasformano in isperati schermi di difesa), la forza del film - dicevo - sta tutta nella capacità della regista di sfiorare temi tabù (come aggirare l’imperativo della verginità prematrimoniale o il «rito» del sangue sul lenzuolo la prima notte di nozze) per poi fingere di spostare l’attenzione dello spettatore su altro ma lasciando invece nella memoria di chi guarda altrettanti affondi a una tradizione tanto anacronistica quanto conservata con forza dalla parte più arretrata del Paese. Educata in Francia, dove ha studiato cinema, l’esordiente regista vuole evidentemente aprire gli occhi di tutti (e soprattutto di tutte) su una cultura che soffoca nel profondo l’evoluzione delle donne turche e del Paese stesso verso la modernità, e lo fa con una energia e una gioia di vivere contagiose, che sa sfruttare al meglio la carica vitale delle sue cinque interpreti (solo le due sorelle più grandi sono interpretate da professioniste, le altre tre sono bravissime esordienti). E alla fine, dopo che la tragedia che attende una delle sorelle verrà bilanciata da un finale utopico (più che davvero realista), il film sarà capace di regalare allo spettatore il ritratto indimenticabile di una generazione decisa davvero a riprendersi i propri sogni.” (Paolo Mereghetti, ‘Corriere della Sera’)

 

“Sembra una storia d’altri tempi, che pochi decenni addietro si sarebbe potuta ambientare tranquillamente nell’Italia del Sud (e non solo), con il suo corteo di fremiti, divieti, sotterfugi e sconcezze generati immancabilmente dal tentativo di esercitare un controllo assoluto sul corpo femminile. Invece è una storia attualissima nella Turchia retriva di Erdogan, ci ricorda la regista. Che coglie con molta esattezza il paradosso generato da questo tipo di prescrizioni, a tutte le latitudini (...). In questo contesto insieme repressivo e ipersessualizzato si trovano dunque a crescere queste sorelle che ricordano quelle di un altro storico esordio, ‘Il giardino delle vergini suicide’ di Sofia Coppola. Solo che qui non ci sono tormenti interiori e misteriosi, ma minacce esterne e molto concrete. (...) raccontato incrociando accenti da fiaba e disturbante realismo, ma senza rinunciare all’energia, l’impudenza, il buonumore che appartengono alle protagoniste e alla loro età. Con lo sguardo fisso su quello che è forse l’unico vero tratto distintivo dei film delle donne: il corpo. L’attenzione al corpo femminile, con il suo carico di prescrizioni sociali, culturali, mediche, religiose. Un corpo che diventa non solo il motore del racconto ma la posta in gioco, l’oggetto del contendere, l’inizio e la fine di ogni percorso di trasformazione.” (Fabio Ferzetti, ‘Il Messaggero’)

 

“... Le donne sono le protagoniste ma la loro condizione riassume quella di tutti (...). Sono loro i cavalli selvaggi di cui parla Deniz Gamze Ergüven, è il loro desiderio di riprendersi spazi, esistenza, piacere del mondo sempre più negato. E’ un film politico ‘Mustang’ con la forma del racconto mitologico (...) e la potenza magnifica delle sue protagoniste (solo due sono attrici, per le altre era la prima volta), un film sulla giovinezza e sulle sue utopie semplici, sui gesti quotidiani che diventano una sfida così pericolosa da far tremare l’ordine nelle sue fondamenta. Senza arrendersi nemmeno alla paura.” (Cristina Piccino, ‘Il Manifesto’)

 

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