Marguerite locandina

Marguerite

Orario particolare
LUN 14 ORE 16:45 - 19:00 - 21:15 
MAR 15 ORE 16:15 - 18:30 - 20:45

Sala:

Regia: Xavier Giannoli

Durata: 127'

Genere: Drammatico

Cast: Catherine Frot, André Marcon, Michel Fau, Christa Théret

Trailer: https://goo.gl/QF03v4

TRAMA

1921, non lontano da Parigi. E’ festa al castello di Marguerite Dumont. Come ogni anno, gli amanti della musica si riuniscono in casa sua per una grande causa. Nessuno sa molto su questa donna eccetto che è ricca e che ha dedicato tutta la vita alla musica. Marguerite canta con tutto il cuore, ma in modo terribilmente stonato. Il pubblico ipocrita, che arriva per prendersi gioco di lei, la illude che sia una diva. Quando un giornalista scrive un articolo su di lei, Marguerite crede ancora di più nel suo talento e decide di seguire il suo sogno. Nonostante la riluttanza di suo marito, decide di esibirsi nel suo primo recital di fronte ad un pubblico di sconosciuti.

 

CRITICA

“L’impervia coloratura della prima aria della Regina della Notte del ‘Flauto magico mozartiano’ per lei, Marguerite, ai suoi orecchi, è una meravigliosa, superba sfida vocale, che crede di aver vinto per l’applauso degli amici. Ma per chi l’ascolta veramente, invece, quella è soltanto una raffica impietosa di note stonate, ululati che mortificano il genio di Salisburgo e le ragioni dell’arte musicale. In questo contrasto insanabile risiede tutta la forza drammatica di ‘Marguerite’ di Xavier Giannoli (...). Assai liberamente ispirandosi alla cantante americana Florence Foster Jenkins (...), il regista francese non ne ricostruisce la biografia (...), ma coglie di quel personaggio delicati e dolorosi risvolti umani.” (Luca Pellegrini, ‘Avvenire’)

 

“Un’ eroina tragica la cui vicenda diviene nelle mani del regista un pretesto per riflettere sull’arte e sul mondo tra le due guerre che esploderà di lì a poco. Giannoli si avventura nei movimenti artistici della Parigi del tempo, dadaismo e surrealismo, per renderli in modo caricaturale se non imbarazzante. E dalla caricatura infine non si esce. Cosa critica in fondo il film? Dispiegando temi «alti» sembra piuttosto a prendere in giro tutto quanto circonda la sua eroina, gli sfruttatori che ridono alle sue spalle, chi la asseconda e ci guadagna senza però la lucidità di avventurarsi in una «vera» cattiveria, e soprattutto senza toccare le molte corde di verità/illusione che potrebbe far vibrare. Giannoli preferisce la scrittura scontata, le iniezioni di buoni sentimenti, e il suo film a dispetto delle ambizioni non tocca mai la nota giusta. Proprio come la sua protagonista.” (Cristina Piccino, ‘Il Manifesto’)

 

“Credersi soprano, scoprirsi trombone. Povera Marguerite, in cui riecheggia l’ereditiera Florence Foster Jenkins (...): ipocrisia, crudeltà, meschinità, quanto ci turlupiniamo e ci facciamo turlupinare dagli altri? (...) Colpevolmente snobbato a Venezia 72, il francese Xavier Giannoli canta la grandeur e stecca volontariamente, riservando allo sciovinismo patrio un trattamento peggiore dei Mozart, i Verdi e i Puccini storpiati da Marguerite. Si ride, ci si commuove, perché gli inganni, e gli auto-inganni, della nostra casta diva non inficiano un’attualissima ‘comédie humaine’. Commedia in costume e di costume, canterina e volubile, amara ed emozionante: come la vita.” (Federico Pontiggia, ‘Il Fatto Quotidiano’)

 

“Piacerà a chi imparò a conoscere Catherine Frot in ‘La voltapagine’ e magari s’è rammaricato in seguito di averla rivista poco o nulla. In realtà la Frot è una delle primedonne di Francia e ne ha dato prova qui alle prese con un personaggio tremendo, un intrigo inestricabile di paranoia e di femminile coraggio.” (Giorgio Carbone, ‘Libero’)

 

È ispirato a una storia vera, quella di Florence Foster Jenkins, il soprano peggiore della storia. Ma lei era convintissima di essere piena di talento e disgraziatamente, visto che era pieno anche il portafogli, poteva pagarsi concerti e registrazioni. La sua incisione della seconda aria della Regina della Notte è probabilmente la più disastrosa esecuzione operistica di tutti i tempi; di certo, i suoi dischi sono una miniera di perle nere, conosciutissimi da ogni melomane che voglia farsi del male o semplicemente quattro risate. (Alberto Mattioli, “La Stampa”)

 

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