Latin Lover locandina

Latin Lover

Lun 19 17:00 - 19:00 - 21:00
Mar 20 16:30 - 18:30 - 20:30

Sala:

Regia: Cristina Comencini

Durata: 104'

Genere: Drammatico

Cast: Virna Lisi, Marisa Paredes, Angela Finocchiaro, Valeria Bruni Tedeschi, Candela Peña, Francesco Scianna, Neri Marcorè, Claudio Gioè

Trailer: http://bit.ly/1O8DiPn

TRAMA

In occasione del decimo anniversario della morte di Saverio Crispo, un attore simbolo del cinema italiano ed eterno latin lover, in un paesino della Puglia viene organizzata una cerimonia a cui prendono parte le cinque figlie e due ex mogli, una italiana e una spagnola. Segreti, rivalità e nuove passioni faranno scoprire a tutte loro un passato inaspettato che le porterà a rivedere anche le rispettive vite.


CRITICA

"Per 'Matrimoni' erano le feste di Natale; per 'Il più bel giorno della mia vita' era la prima comunione della nipotina; ora, per 'Latin lover', sono le celebrazioni per il decimo anniversario della morte di un grande attore: in tutte e tre queste commedie (le più riuscite nella carriera di Cristina Comencini) l'occasione per una riunione di famiglia «allargata» è il campo di forze ideale per dare forma alle tensioni e alle passioni che covano sotto la cenere. (...) In mezzo a questo teatrino, Cristina Comencini (che firma anche la sceneggiatura con Giuliana Calenda) si muove a proprio agio (...) Questo lato cinematografico, cui è legata anche una «rivelazione» che cambia un po' le carte in tavola, finisce comunque per passare in secondo piano di fronte al percorso di «liberazione» che la riunione di famiglia innesca in ognuna delle donne. È il terreno su cui la Comencini si muove con maggior disinvoltura, a suo agio nel giocare con rivelazioni e sottintesi, nevrosi o paure, lacrima e sorrisi. Non tanto un percorso «femminista» di liberazione militante ma piuttosto la ricerca di un autonomia che aiuti a liberarsi da un ideale maschile ...) che non corrisponde alla realtà. (...) il film preferisce invitare le sue tante donne a ritrovare una leggerezza e una libertà che permetta a tutti di accettarsi con un sorriso. Alla ricerca di un'autoassoluzione che aiuti a vivere meglio e a smontare i monumenti che il passato ci ha lasciato in eredità. Cinematografici e psicologici insieme." (Paolo Mareghetti, 'Corriere della Sera')

"(...) splendida Virna Lisi, qui alla sua ultima apparizione sul grande schermo (...). 'Latin Lover' (...) è (...) una riunione di famiglia, confronto/scontro al femminile come accadeva già in 'Due partite', la commedia teatrale della stessa Comencini divenuta poi film con la regia di Enzo Monteleone. Ma soprattutto attraverso liti, rivalità, competizioni, dolori sepolti e Edipo mai guarito delle sue otto donne è una sorta di storia del cinema italiano, quello dell'epoca d'oro, che la regista conosce da vicino, visto che il padre Luigi ne è stato uno dei protagonisti, di cui il personaggio di Saverio Crispi incarna le variazioni e le avventure. La sua immagine infatti riassume quella dei tanti grandi attori che lo hanno attraversato (...). Non è però questo il punto di vista che adotta Comencini, non è Saverio il vero protagonista del film pure se tutto ruota intorno a lui. La sua «magnifica presenza» è un pretesto che serve a dare vita a ciò che interessa davvero la regista: le figure femminili, appunto, e il loro rapporto col maschile, e soprattutto col genitore (più che marito) ingombrante pure se amatissimo (autobiografia compresa). (...)" (Cristina Piccino, 'Il manifesto')

"Cristina Comencini è molto più portata alle tonalità della commedia agrodolce che a quelle drammatico-impegnate,. Dopo alcuni titoli alquanto malriusciti, infatti, la regista e scrittrice prova a riesibire il côté sorridente e rilassato facendo ruotare una galassia di caratteri muliebri attorno al pianeta-uomo (...). Monicelli ha già condotto queste danze con più sarcasmo e concisione, ma si può anche ipotizzare che «Latin lover» gli renda un omaggio non seriale. (...) le donne secondo CC sarebbero i soggetti più trascurati dall'imprinting tradizionale della società, eppure gli unici in grado di guardare agli avvenimenti della vita con sano pragmatismo e intelligenza non facilmente addomesticabile. In quest' ottica, non è per banale nostalgia o commozione da lutto recente che Virna Lisi sembra risaltare una spanna al di sopra delle compagne di cast, figurine dall'alterno rendimento accomunate, peraltro, da una misteriosa, peculiare vitalità votata a duellare con i traumi e gli intrecci del passato come gli uomini non vorrebbero e potrebbero mai fare." (Valerio Caprara, 'Il Mattino')

"Cristina Comencini torna alla commedia e fa centro. (...) Sullo sfondo di un teatrino di scontri ed equivoci popolato anche da discrete presenze maschili, il film ripercorre la carriera del defunto attraverso un montaggio di finte pellicole che diventa un excursus sul nostro cinema e su storici «latin lover» quali Mastroianni e Gassman. Ma l'omaggio è lungi dall'avere carattere retrò o cinefilo: figlia del grande Luigi, la Comencini quel mondo l'ha respirato fin dall'infanzia e lo ripropone con affetto come un modo per invitarci (in ogni senso) in seno alla «famiglia»." (Alessandra Levantesi Kezich, 'La Stampa')
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