Il condominio dei cuori infranti loc

Il condominio dei cuori infranti

con Isabelle Huppert e Valeria Bruni Tedeschi

LUN 16 ORE 17:00 - 19:00 - 21:00 
MAR 17 ORE 16:30 - 18:30 - 20:30

Sala:

Regia: Samuel Benchetrit

Durata: 100'

Genere: Commedia drammatica

Cast: Isabelle Huppert, Gustave Kervern, Valeria Bruni Tedeschi, Tassadit Mandi, Jules Benchetrit, Michael Pitt

Trailer: https://goo.gl/M4zfNS

TRAMA
L’ascensore di un palazzo delle case popolari si rompe continuamente. Questo fatto sarà occasione d’incontro per vari inquilini: il vecchio Sternkowitz e la sua infermiera, l’attrice in pensione Jeanne, il giovane Will Charly, l’astronauta John McKenzie e la signora Hamida. Sei persone diverse caratterialmente, sole e con molte storie da raccontare che grazie a questi incontri si troveranno a costruire legami inaspettati...

CRITICA
“Ispirato a due racconti di “Chroniques de l’asphalte”, il quinto film di Samuel Benchetrit è una commedia surreale e sociale che descrive la realtà nella sua desolazione e la riscatta attraverso la mobilitazione di un’umanità inattesa. Scrittore e regista, Benchetrit pesca nella sua autobiografia e mette in schermo le banlieue della sua infanzia, osservandone l’impassibilità e facendone esplodere il contenuto emotivo. Con uno stile rigoroso, inquadrature fisse e pochi movimenti di macchina, Asphalte unisce la pulizia delle immagini alla semplicità della progressione narrativa, spogliata di qualsiasi sentimentalismo. Seriamente ironica, la poetica dell’autore impiega il linguaggio della sconfitta per parlare di speranza, della caduta per dire della risalita. In una cité in disarmo sotto un cielo coperto e incolore, che amplifica il suono livido di uno sportello scambiato per pianto, grido, supplica, l’autore innamora anime belle che nell’incontro con l’altro ritrovano il senso e la volontà. Le loro traiettorie chiuse subiranno
importanti variazioni aprendole ad altri ambienti e mettendole in contatto con persone diverse ma con la stessa voglia di lasciarsi alle spalle memorie dolorose. Trasognato e sotterraneamente politico, Asphalte combina realismo sociale e scrittura tragicomica, affrontando poeticamente l’emarginazione. A creare la sospensione e la fluidità sognante del racconto contribuiscono il luogo della vicenda, la banlieue tenuta fuori campo e poi svelata nel piano finale che scioglierà il terrore sociale e l’aneddotica sul gemito prodotto dal vento, e i vestiti, i personaggi sono abbigliati sempre allo stesso modo, in fogge che li qualificano e identificano. (...) Se ancora una volta Isabelle Huppert e Gustave Kervern hanno ‘peso specifico’, è Michael Pitt a stabilire la differenza che lo distingue nei lunghi silenzi o nelle battute in inglese, lingua straniera che diventa risorsa comica non verbale. (...) Parabola umanista, narrata con irreale leggerezza, Asphalte trasforma in poesia la banalità del quotidiano, sospendendo i suoi protagonisti tra prigione del reale e sogno di fuga. Struggenti come le polaroid di Sternkowtiz, gli antieroi di Benchetrit escono dall’anonimato attraverso l’amore perché è lo slancio verso l’altro a dare senso alla vita. (Marzia Gandolfi, 'MYMOVIES')

“(...) Ed è un film, questo di Benchetrit, che fa riscoprire la gioia per l’osservazione, il gusto per la sorpresa, che rischia molto (con l’arrivo dell’astronauta) ma che, proprio per questo, riesce a portare a casa il risultato. Con semplicità e poesia (anche grazie al contrappunto musicale di Raphaël), silenzi e irresistibili momenti di commedia dell’assurdo, tenendo costantemente separati i tre duetti (le varie coppie non si incontrano mai, sfiorandosi solamente nella “condivisione” di qualche rumore o evento esterno), ma saldando in chi guarda la convinzione di assistere, passo dopo passo, ad un piccolo, grande film. (Valerio Sammarco, 'Cinematografo.it')

“(...) Con un piccolo budget, Samuel Benchetrit ha fatto miracoli. “Asphalt” è un’esplosione poetica, divertente e commovente, in cui tutti gli attori, senza eccezione, sono impeccabili (...) (P.Y.Grenu, 'CULTURE BOX')

“(..) Sul tema della caduta e di come ci si alza con l’aiuto di una mano, un piccolo gioiello surreale, tenero e intelligente.(..) (Isabella Magnier, 'Tele7 Jours')

“(..) “Asphalt” film quinto film di Samuel Benchetrit, è forse il suo migliore, rivelando un cambiamento nella vena comica un po’ nostalgica del regista, sorprendente sintesi tra la il poliziesco francese e la commedia italiana (..)” (Jacques Mandelbaum, 'Le Monde')