Dio esiste e vive a Bruxelles loc

Dio esiste e vive a Bruxelles

LUN 4 ORE 17:00 - 19:00 - 21:00 
MAR 5 ORE 16:30 - 18:30 - 20:30

Sala:

Regia: Jaco van Dormael

Durata: 113'

Genere: Commedia

Cast: Pili Groyne, Benoît Poelvoorde, Catherine Deneuve, François Damiens, Yolande Moreau

Trailer: https://goo.gl/3ezOSS

TRAMA
Dio esiste. È una persona in carne e ossa come tante e vive a Bruxelles, ma non è un uomo come ci si aspetta. Con la sua famiglia è codardo e odioso. Ha una figlia un po’ ribelle che un giorno, stanca di stare chiusa nel loro piccolo appartamento, decide e di vendicarsi manomettendo il computer del padre. Con il suo gesto rivela a tutte le persone la propria data di morte, provocando un caos totale.

CRITICA
“(...) una strana combriccola. Che il regista manovra con il divertimento a volte un po’ facile del grande burattinaio che reinventa il mondo a proprio piacimento. Come il narratore onnisciente dei romanzi ottocenteschi (in fondo è lui, Dio). Ma con una tale profusione di gag, paradossi, trovate, che si passa volentieri sopra certi passaggi dolciastri per lasciarsi trasportare in questo mondo in cui ogni cosa può rovesciarsi nel suo contrario (...). Qualcuno storcerà il naso per il gusto sempre molto pop, evidente nella colonna sonora. Ogni apostolo ha infatti la sua ‘piccola musica’ interiore, e sono sempre brani celebri, da Haendel a Trenet. Ma il bello di Van Dormael è anche nella ricchezza di linguaggio (luci, voci, inquadrature: il risultato è semplice, il percorso meno) con cui piega questo gusto da supermercato al piacere di un film, come si diceva una volta, davvero per tutti.” (Fabio Ferzetti, ‘Il Messaggero’,)

“È un film stupefacente, pieno di trovate e di gag, con un tema altissimo e un sottotesto profondo e dolente, insomma è quasi un capolavoro, e usiamo il ‘quasi’ solo per prudenza. Immaginate una versione meno snob di ‘Il favoloso mondo di Amélie’ arricchita dall’umorismo cosmico dei fratelli Coen, con il copione riveduto da Charlie Kaufman, lo sceneggiatore di ‘Se mi lasci ti cancello’ e di altri film che mixano stili e piani narrativi in totale libertà. (...) ‘Dio esiste e vive a Bruxelles’ dura 113 minuti e contiene come minimo 113 idee folgoranti: non c’è una sequenza nella quale Van Dormael e il suo sceneggiatore Thomas Gunzig non si inventino qualcosa, dal pentodi vista visivo e da quello narrativo. (...) Il film di Van Dormael, nella sua apparenza spensierata e a tratti fragorosamente spassosa, descrive un universo parallelo nel quale gli apostoli diventano 18 e le regole vengono rovesciate nell’opposto di se stesse. Vedendolo vi divertirete, ma poi vi ritroverete alle prese con mille domande dalle risposte assai difficili.” (Alberto Crespi, ‘L’Unità’,)

“Folle, dissacrante come raramente si possa concepire un film, onirico e con momenti di comicità irresistibile, ‘Le tout noveau testament’ (nel titolo originale) ha rappresentato una delle poche occasioni d’intelligente ilarità all’ultimo Festival di Cannes  (...). Da vedere, senza esitazioni.” (Anna Maria Pasetti, ‘Il Fatto Quotidiano’)

“Diciamo subito a chi non piacerà. A chi crede seriamente e quindi farà fatica a digerire una divinità trattata alla stregua di un cialtrone di Luna Park. Ai laicisti ad oltranza per il quale la favola ribalda messa in scena da Van Dormael è un modo comunque, anche se un po’ contorto, di ribadire l’esistenza della divinità (insomma Jacop ci fa la figura del credente). Non piacerà infine a chi al termine di una satira a ruota libera s’attende (legittimamente) conclusioni di qualche spessore intellettuale (la svolta femminista del finale non ha logica, non ha rigore, è solo trippa di gatto buttata nel gran calderone). Ma c’è pure un pubblico che al cinema non va appesantito da bigottismi di vario tipo, e che non chiede (almeno non chiede ogni settimana) il rigore. A quel pubblico, certo, non mancheranno le occasioni di divertimento nelle quasi due ore. (...) Benoît Poelvoorde, un altro grosso attore del cinema franco belga che in Italia non è ancora conosciuto come dovrebbe (se non dai frequentatori di festival) e che ora un film come  ‘Dio esiste e vive a Bruxelles’ dovrebbe imporre come merita. Il suo Padreterno è decisamente indimenticabile, meschino, maligno, velenoso come solo i paterfamilias della provincia francese sanno essere. Per concludere, il siparietto dell’icona per eccellenza del cinema d’oltralpe, Catherine Deneuve. Van Dormael l’ha costretta ad accoppiarsi con un gorilla. Per noi l’ha fatto con dolo.” (Giorgio Carbone, ‘Libero’)