Al cinema come piace a me

Mercoledì 6 Maggio ore 16,30

Proiezione del film  Avengers: Age of Ultron con effetti speciali*

La ASL Napoli 1 Centro ha dato avvio da circa due anni ad un progetto pilota sviluppato dal Nucleo Operativo di Neuropsichiatria Infantile del Distretto Sanitario 27 (Municipalità 5, quartieri Vomero Arenella).

Uno dei punti cardine su cui si articola tale progetto consiste nella necessità di proporre, a livello territoriale, dei percorsi di “adattabilità” ambientale per migliorare la qualità di vita dei bambini e degli adolescenti affetti da Autismo o da Disturbo Pervasivo dello Sviluppo. Negli ultimi anni si è assistito ad un costante e continuo miglioramento dei comportamenti “problema” dei bambini autistici. Ciò è apparso in relazione a tecniche abilitative più innovative ed alternative per comunicare con loro, come l’uso di immagini o gli ausili informatici ma soprattutto all’inizio di una nuova cultura dell’inclusione delle varie diversità in cui le persone “normali” accolgono quelle “diverse” rispettandole innanzitutto, cercando di comprenderle e aiutandole a costruire i loro percorsi di vita.

L’accento è stato posto sulle modalità dei percorsi di inclusione scolastica e sociale di tali ragazzi. Si è costruita una rete territoriale tra Asl, famiglie, scuole e comunità per la condivisione dei progetti terapeutico-abilitativi e dei “progetti di vita”. Un obiettivo fondamentale del lavoro è promuovere l’inclusione sociale effettiva nel contesto ambientale di appartenenza dei minori con Autismo, il loro pieno godimento dei diritti di cittadinanza (tra cui relazioni, tempo libero, contrattualità, uso del quartiere), il sostegno alle loro famiglie. Tutto ciò è possibile quando si sollecita l’attenzione, l’interesse, la partecipazione, la solidarietà e, in definitiva, una risposta attiva della Comunità locale: dai vicini di casa ai commercianti di zona, dagli addetti allo sport a quelli del tempo libero, dagli amministratori locali ai proprietari di cinema e ristoranti, con proposte sempre più personalizzate. La lotta allo stigma e al pregiudizio può così diventare un traguardo raggiungibile, attraverso “azioni positive” di coinvolgimento e, di conseguenza, può essere assunta come un obiettivo etico da parte della Comunità che accetta di modificarsi essa stessa al fine di rendersi vivibile da parte di tutti i suoi componenti. Il lavoro con le famiglie rappresenta uno dei punti centrali nel processo di inclusione. Sono stati creati momenti di incontro sia liberi che strutturati con i familiari, al di là degli specifici momenti clinici, per favorire la loro partecipazione attiva alla definizione dei programmi di cura, lo scambio delle esperienze personali, il possibile sostegno reciproco, la rottura dell’isolamento, il lavoro sulla riduzione del carico anche emozionale, il coinvolgimento attivo nelle politiche di salute della Comunità locale. In questo senso le terapie occupazionali per gli adolescenti e per i bambini con Autismo, debbono e possono essere effettuate direttamente negli spazi e nelle vie del proprio quartiere al fine di facilitare il potenziamento delle autonomie individuali e sociali ed il riconoscimento di percorsi utili a ciò, anche con l’aiuto dei commercianti e degli abitanti della zona. A tal riguardo sono state coinvolte direttamente in progetti e percorsi abilitativi sperimentali alcuni locali e botteghe dei quartieri Vomero e Arenella ed è stata creata una banconota con i simboli della comunicazione aumentativa alternativa, ormai conosciuta nel web ed accettata da diversi negozianti. È stata anche realizzata una segnaletica ad hoc in alcuni luoghi pubblici del quartiere Vomero, verificando quanto una modifica “semplice” dell’ambiente lo renda effettivamente inclusivo. Spesso le persone con disabilità, soprattutto bambini, per riconoscere i luoghi hanno bisogno di riferimenti visivi e di indicazioni chiare su come muoversi e fruirne. Questo programma di inclusione-integrazione ha un respiro globale, ma, realisticamente, non può prescindere dal contesto territoriale in cui la persona, bambino, adolescente ed adulto si trova a vivere. Dall’Autismo non si guarisce ma un intervento precoce, globale, evidence based e rispettoso della persona e delle sue specificità, fa la differenza e permette notevoli miglioramenti clinici e un innalzamento del livello di qualità della vita di chi ne è affetto, del suo nucleo familiare e degli altri suoi sistemi di appartenenza.

Il cinema Vittoria è felice ed orgoglioso di aderire a questo importante progetto mettendo a disposizione la sua struttura per una serie di proiezioni di film dedicati all’infanzia, utilizzando degli accorgimenti che vadano incontro all’esigenze di bambini ed adolescenti affetti da Autismo o da Disturbo Pervasivo dello Sviluppo (luci non totalmente spente, volume più basso etc.) esigenze nate dai riscontri scientifici e dalle segnalazioni dei genitori.

 *luci non totalmente spente, volume più basso